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Un capolavoro svelato: il Crocifisso di Cutro

Il Meridione d'Italia, tra il fascino che possiede e che attira tanti studiosi e turisti da ogni parte del mondo, ha certamente la religiosità: le feste e gli atti di devozione popolari risultano molto pittoreschi. Si tratta spesse volte di un popolo che si riunisce intorno ad un simulacro e onora la memoria di Gesù, della Madre di Dio o dei Santi in modo spettacolare. Ma se a queste manifestazioni di pietà popolare si associa un monumento di interesse nazionale, allora si è al cospetto di una vera rarità, tantissime nel Mezzogiorno.

Giorno 8 Agosto scorso, a Cutro, è stato finalmente consegnato alla città il famoso "Crocifisso", dopo l'intervento di restauro guidato da Giuseppe Mantella. L'azione di recupero si era resa necessaria, dopo l'ultima del 1999, in seguito ad una pericolosa infestazione da tarlo che minacciava l'integrità dello stupendo manufatto di frate Umile da Petralia.


Le caratteristiche del Crocifisso di Cutro sono tanto sbalorditive che nel 1939 lo Stato Italiano lo ha dichiarato monumento nazionale. L'opera religiosa, frutto della sapienti ed oranti mani del frate, presenta le tipiche espressioni di Gesù in croce care all'iconografia religiosa, dal Christus patiens al Christus gloriosus: ammirando il volto del Crocifisso, infatti, si nota un volto sofferente (a sinistra), morto (a destra) e sorridente (al centro). Se è vero che molte delle opere di frate Umile da Petralia hanno tali caratteristiche, vi è un particolare che rende il Crocifisso di Cutro unico nel suo genere e che lo fa oggetto di numerosi studi: una piccola perla sospesa sulla punta del naso, quasi una lacrima che sgorga dall'occhio sinistro.


La devozione del popolo calabrese, non solo di Cutro, nei confronti di questo Crocifisso è notevole e deve la sua origine al 1854, quando a seguito di una grave siccità che minacciava i cereali, il primicerio della Collegiata, mons. Antonio Piterà, decide di indire una processione dietro al Crocifisso: la pioggia arrivò copiosa, il paese fu salvo e da quel momento numerose furono le guarigioni, nel corpo e nello spirito. Una delle tante meraviglie che l'ex Regno delle Due Sicilie conserva generosamente.

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