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La regina Lucia: il “mito” dei sudditi

Quasi completamente ignorata dalla grande storia, ma amatissima dai sudditi del Regno delle Due Sicilie, che la chiamarono “regina” nonostante avesse rinunziato alla corona: è questa la straordinaria vicenda di Lucia Migliaccio.


Di nobile origine, figlia del duca di Floridia, Vincenzo Migliaccio, e della marchesa del Casale, Dorotea Borgia Rau, Lucia nacque a Siracusa il 18 Gennaio 1770 e passò alla storia con l’appellativo de “la floridiana”. Dopo esser rimasta vedova di Benedetto Grifeo del Bosco, duca di Ciminna e primogenito del principe di Partanna, fu notata da re Ferdinando I di Borbone delle Due Sicilie, vedovo a sua volta della regina Maria Carolina. I due si sposarono nel 1814, nonostante i diciannove anni di differenza d’età.

Il matrimonio con il sovrano, in realtà, fu osteggiato dal futuro Francesco I, a causa dei pettegolezzi che orbitavano intorno alla figura di Lucia Migliaccio. Ma se la cura dei sette figli avuti con Benedetto Grifeo le fu sempre priorità irrinunciabile, la donna seppe amare teneramente Ferdinando in una unione morganatica. Ella, infatti, “riceveva l’onore del talamo e la primazia fra tutte le donne suddite, ma non l’onore del trono”.

Lucia si rivelò docile, conciliante e fortemente discreta nel suo ruolo. Seppe persino conquistare, senza alcun secondo fine, la fiducia e la ammirazione dei napoletani, che ben presto le tributarono il titolo affettuoso di “regina Lucia”. Nonostante donò all’augusto consorte un matrimonio felice, non riuscì mai ad essere accettata da Francesco, che ne disertò anche il funerale.

Lucia Migliaccio si spense diciotto mesi dopo la dipartita di Ferdinando I di Borbone, sovrano del Regno delle Due Sicilie, avvenuta il 4 Gennaio 1825. Su concessione del marito, ella riposa nella chiesa di S. Ferdinando, a riprova della straordinaria unione che legò i due sposi per ben undici anni.

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