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L’isola misteriosa: la Ferdinandea

Nell’arco di pochi mesi ebbe tanti nomi, troppi per una isola che non esiste: Graham Island, Ilê Julia. Noi preferiamo, come tutti i meridionali, l’evocativo nome di Isola Ferdinandea. Si tratta di un isolotto piccolissimo, di circa quattro chilometri quadrati e sessantacinque metri di altezza che emerse al largo delle coste siciliane tra il 1831 e il 1832. Collocata tra Sciacca e Pantelleria si sollevò dal livello del mare nel giugno del 1831 tra terremoti e colonne di fumo, rivelando così la propria natura vulcanica.



Geologicamente l’area conosciuta come Isola Ferdinandea è uno dei coni accessori del vulcano sottomarino Empedocle. La nuova isola rischiò di scatenare una vera e propria contesa territoriale. Emersa definitivamente all’alba del 12 Luglio 1831, già il 24 Agosto il capitano Jenhouse piantò la bandiera inglese rivendicandone la proprietà. Già il 26 Settembre però i francesi inviarono gli studiosi per relazionare sull’isola, potenzialmente prezioso approdo per le attività commerciali nel Mediterraneo. Vi fu collocata anche una iscrizione che recitava: “Isola Julia: sigg. Constant Prevost, professore di geologia all’Università di Parigi – Edmond Joinville, pittore, 27-28-29 Settembre 1831”. I due studiosi, a cui si devono le illustrazioni dell’isola, rilevarono l’origine vulcanica e la precarietà della terra emersa, già soggetta ad erosione.



Per la collocazione, ma anche per la pronta rivendicazione, l’Isola Ferdinandea fu rivendicata dal Regno delle Due Sicilie. E se l’isola misteriosa emerse anche nel 1846 e nel 1863, una recente iscrizione, collocata dopo il terremoto del Belice del 1968 recita chiaramente: “Questo lembo di terra, una volta Isola Ferdinandea, era e sarà sempre del popolo siciliano”. L’isola del mistero, la Ferdinandea, ricorderà sempre la gloriosa maestà del Regno delle Due Sicilie.

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