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"IO RESTO AL SUD, LA CALABRIA È LA MIA TERRA. È QUI CHE VOGLIO RESTARE E CREARE IL MIO FUTURO."

Il Giovane Imprenditore calabrese VINCENZO GULLO si racconta al Corriere Borbonico con un'intervista inedita.




Chi è Vincenzo Gullo?

Ho 22 anni; sono di Palmi, una bellissima cittadina in provincia di Reggio Calabria e ho un sogno: restare in Calabria e realizzare qui la mia azienda agricola con una forte impronta identitaria raccontando la mia storia e il mio territorio

Che scuola hai fatto?

Ho frequentato l'istituto tecnico agrario di Palmi e ora frequento il dipartimento di scienze e tecnologie agrarie all'università mediterranea di Reggio Calabria


Questa tua passione per la terra da dove scaturisce?

Nasce con me, mi accompagna da sempre e con il tempo è solo cresciuta. Considero i miei olivi come un'estensione della mia famiglia, anche loro sono genitori per me perché sotto le loro fronde sono cresciuto, mi sono formato ma soprattutto ho capito che cosa voglio dalla mia vita


Perché in Calabria e non altrove?

Questa è la mia terra che tutto mi ha dato, che mi ha reso quel che sono e penso che ora qualcosa io lo debba a lei. Qui ci sono tutte le condizioni per poter realizzare qualcosa, il territorio si presta a tutto ed è molto ricco; sicuramente ci sono grandi difficoltà, superiori rispetto ad altri territori e che rendono più tortuoso il proprio percorso personale ma non è impossibile farcela, bisogna avere una grande determinazione e volontà.

Io voglio restare in Calabria, voglio realizzare qualcosa di bello, voglio che si parli bene di questa terra e dei suoi abitanti

perché anche qui ci sono grandi esempi di virtuosisimo





Quali sono i tuoi obiettivi?

Ho molti obiettivi, il principale è sicuramente riuscire prima possibile ad avviare questa mia attività e a portarla avanti. Vorrei fortemente creare qualcosa che parli della mia terra e il cui messaggio arrivi in tutta Italia, Europa magari e in futuro anche oltre... vorrei raccontare tutto il bello ed il buono di questa terra attraverso i miei prodotti, raccontando una storia, raccontando di come questo territorio così apparentemente duro e amaro sia in grado di produrre dei frutti unici e meravigliosi


Quali sono gli ostacoli che stai incontrando per arrivare a realizzare il tuo obiettivo e cosa ti porta ad andare avanti verso lo scopo?

Ostacoli ce ne sono di varia natura, di tipo economico, sociale; parto sicuramente molto svantaggiato non avendo molto terreno e nessuna meccanizzazione, insomma parto completamente da zero e devo creare praticamente tutto, inoltre sono solo in questo lavoro, le uniche forze su cui posso contare con costanza sono esclusivamente le mie. Però non demordo e non mi scoraggio, non ho mai pensato di mollare o rimodulare i miei progetti perché questo è tutto per me, io non desidero altro per la mia vita e il mio futuro.

Potrebbero cacciarmi tutto ma la terra no, è il fulcro del mio vivere








Quando pensi ai tanti meridionali e in particolare ai tanti calabresi, giovani soprattutto, che hanno lasciato la propria terra per trovare fortuna altrove, cosa pensi e cosa vorresti dire loro?

Il dispiacere ovviamente è immenso; emigrare dovrebbe essere una libera scelta invece per noi meridionali non è un'opzione ma molto spesso l'unica soluzione percorribile per potersi realizzare. Tutto questo perché da noi molto spesso non mancano le opportunità ma proprio le condizioni economiche e sociali per potersi realizzare in ciò che si vorebbe. Decenni di abbandono da parte dello Stato hanno prodotto risultati catastrofici tanto da aver impattato molto anche sulla nostra stessa società, infatti in molti non prendono nemmeno in considerazione di fare impresa perché veniamo cresciuti con la convinzione che ciò da noi proprio non sia possibile, quindi nemmeno ci si prova e si va direttamente via da qui.

Chi emigra è la vittima di questo sistema malato che sta distruggendo la nostra terra. Il mio augurio è che tutti gli emigrati possano prima o poi far ritorno nella propria terra natia e ciò che vorrei dire a chiunque abbia un'idea, un progetto che vorrebbe sviluppare e di provarci almeno in casa propria; la nostra non è una terra senza speranza, le possibilità ci sono, sta a noi coglierle





Cosa manca alla Calabria per ritornare ad essere una delle regioni italiane più prospere? Le istituzioni dove sono manchevoli e cosa possono e devono attivarsi per aiutare i giovani come te che desiderano realizzarsi nella propria terra?

La Calabria è l'ultima regione di Italia perché lo Stato la tratta come ultima; è la regione alla quale destina meno risorse e nella quale investe meno in infrastrutture, sanità, tutto... proprio per questo abbiamo le condizioni peggiori in assoluto.

Noi possiamo farci ben poco, servirebbe uno Stato più equo e giusto che tratti i suoi abitanti in maniera uguale a prescindere dalla posizione geografica. Abbiamo diritto ad avere tutti le stesse possibilità ed opportunità e finché così non sarà partiremo sempre estremamente svantaggiati rispetto a chiunque altro e quindi sarà sempre più difficile per chiunque, ma soprattutto per i più giovani, restare e potersi realizzare.


Molti sono i giovani del Sud Italia che ogni anno abbandonano la propria terra perché costretti a trovare fortuna e futuro altrove, lasciando famiglie, amici e le loro abitudini. Sono costretti a causa della totale assenza o quasi di politiche attive e produttive adeguate e necessarie per lo sviluppo del Sud. Le attività finanziarie territoriali e locali sono praticamente inesistenti. I giovani imprenditori come Vincenzo Gullo fanno fatica ad intraprendere e a creare impresa e a non partire. Il Corriere Borbonico fa un grande in bocca al lupo al giovane Gullo e auspica che le istituzioni nazionali e locali possono quanto prima aiutarlo a realizzare il suo sogno e quello di tanti altri giovani del Sud dando loro gli strumenti necessari come succede in altre parti d'italia ai loro coetanei a realizzarsi nella loro terra.

La Calabria è una terra meravigliosa e i suoi frutti sono preziosi per essa.


Intervista e articolo a cura di @@nunzia.sannino219

Foto a cura di Vincenzo Gullo per il Corriere Borbonico.


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